chiedi alla psicologa
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  • / Aprile 22, 2019
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Chiedi alla psicologa

In questa pagina puoi fare domande che desideri per sciogliere i tuoi dubbi e le tue perplessità. Magari anche per avere un parere da una professionista qualificata.

In merito ad un disturbo mentale, o disagio, più o meno grave.

O ad un momento no, che stai attraversando, e capire cosa ne penso!

Se non sai che cosa fare ti senti persa o perso, e non capisci da solo che tipo di strada scegliere, chiedi alla psicologa!

Le tue domande saranno anonime e ti risponderò in breve tempo direttamente dal sito web.

Puoi utilizzare anche un nome di fantasia.

Basta inserire solo un nome e una email…

 

25 comments on “Chiedi alla psicologa

  1. Buongiorno dottoressa De Giulio, ho una domanda da porre.
    Ho 25 anni e da circa un anno ho cominciato una relazione con il mio compagno.
    Stiamo bene insieme e lui è sempre molto attento nei miei confronti, penso di essere innamorata di lui e lui di me.
    Il problema che si pone è un altro. Lui ha quasi 50 anni e la differenza d’età mi porta a pensare che presto la nostra relazione terminerà per questo motivo.
    Io non ci penso spesso, però devo ammettere che negli ultimi tempi sta succedendo più volte.
    Secondo il suo parere faccio bene a pensarci?, o non dovrei farlo?
    Sto così bene con lui, penso che la nostra sia una delle coppie più unite.
    Ma non so se durerà per sempre.
    Mi può aiutare?cosa ne pensa?

  2. Buongiorno dottoressa, la contatto per un grande dubbio. Sono bisex e vivo da qualche anno con un grande problema, che è quello di dirlo a mia moglie o meno.
    La mia è stata una vita semplice, ho due figli che adoro e una moglie che conosco da più di vent’anni.
    A un certo punto della mia esistenza ho iniziato a sentirmi diverso e a provare qualcosa di inspiegabile nei confronti di un collega di lavoro.
    Quella cosa, col tempo, ho capito che era molto bella e diversa da ciò che provavo per la mia compagna.
    E adesso vorrei vivere iniziare un nuovo percorso nella mia vita.
    Sono arrivato ad un bivio. Vorrei vivere con lui, ma mon voglio distruggere la mia famiglia e far del male ai miei figli.
    Secondo lei la terapia strategica può aiutare in questo?
    È una sitiazione molto difficile, mi creda.
    Leggendo le pagine del suo sito ho capito che ha competenza in questo campo.
    Può aiutarmi?

    1. Buongiorno Nico,
      si, questo è un momento molto importante per lei e per la sua famiglia.
      In questi casi, rivolgersi allo Psicoterapeuta Strategico permette di proseguire verso il proprio obiettivo ma con cautela e consapevolezza. E’un momento e un passo importante che crea dei grandi cambiamenti per lei e le persone a cui vuole bene. Perciò è importantissimo farlo nel modo giusto. Si dice “non sono le cose dette a dar fastidio ma il come vengono dette”. Dalla mia esperienza le posso dire che la terapia strategica breve è lo strumento più utile, pratico ed efficace per ottenere tutto questo.
      Se ha bisogno sono qui.
      un caro saluto
      TDG

  3. Buongiorno dottoressa, da poco ho scoperto che mio marito mi tradisce.
    E che la sua amante ha 20 anni meno di me.
    Sto davvero male e ho paura di non farcela. Lui nega naturalmente, ma lo so per certo. Ora non so come andrà a finire questa storia, io amo mio marito, inoltre abbiamo 3 figli e non vorrei rovinare la mia famiglia. Forse è solo una storia del momento, ma ci sto malissimo.
    Secondo lei la terapia strategica potrebbe aiutarmi a capire come comportarmi in questi casi, e con lei sapere cosa fare?
    La ringrazio..

    1. Buongiorno Marta,
      certo, in base a quelle che saranno le sue esigenze potremo lavorare per capire insieme cosa è meglio fare per stare bene, lei e la sua famiglia, e soprattutto come farlo.
      Rimango in attesa di un suo contatto.
      la saluto intanto,
      TDG

    1. Buongiorno Anita,
      No, mi spiace.
      Le sedi in cui ricevo sono:
      Bari: viale della repubblica 128
      Monopoli: via canonico del drago 32
      Matera: via Cosenza 5
      Buona giornata

  4. Buonasera dottoressa, stavo leggendo il suo sito e ho trovato questa pagina dei commenti. Volevo fare una domanda in merito alla mia situazione…
    Premetto che sono innamorata di mio marito. Siamo sposati da quasi 20 anni.
    Ma ultimamente le cose non vanno affatto bene da tanti punti di vista.
    Lui è sempre impegnato e non più presente come un tempo. La nostra vita insieme non è più la stessa, tanto che avevo pensato di cominciare una terapia di coppia a Bari presso il suo studio.
    Io lo vorrei, ma quando ne ho parlato con lui mi ha ripetuto ormai tante volte che non ne vuole sentir parlare.
    Anzi la scorsa volta si è cosi infuriato che ho paura a chiederglielo ancora.
    Data la sua competenza nel campo vorrei che mi aiutasse.
    Come posso fare, può darmi un consiglio?
    La ringrazio anticipatamente.

    1. Buongiorno Annalisa,
      da quello che scrive credo che insistere ancora per convincerlo porterebbe ad un irrigidimento delle posizioni che non migliorerebbe la situazione di coppia anzi.
      Quello che sta cercando di fare è “spiegargli e convincerlo” che c’è un problema importante per la coppia da affrontare. Ma aspettando che lui dica “si” sta entrando nel ruolo del “chiedo ma rimango ferma, perché non posso agire”.
      Quello che può fare in queste situazioni è, invece di spiegargli, “fargli sentire” che è convinta dell’importanza di affrontare il problema. Invece di parlargli, fargli vedere. Invece di usare le parole, usare le azioni.
      Se inizia lei a far il primo passo, a prendere un appuntamento, gli trasmetterà il messaggio “chiedo e agisco, perché è una cosa importante per noi”. Spesso si pensa che se i problemi sono di coppia è necessario affrontarli insieme. A volte è vero anche il contrario. se inizio a cambiare io, creerò un cambiamento nell’altro.
      In questi casi gli effetti saranno di due tipi: 1) L’altro partner “sente” l’importanze e inizia a seguire l’altra persona; 2) il partner non si muove, ma il primo acquisendo delle strategie crea un cambiamento nell’altra persona e quindi nella coppia.
      Spero di averle dato degli spunti di azione.
      un caro saluto,
      TDG

  5. Buongiorno dottoressa, sono venuta a conoscenza di lei tramite internet.
    Ho letto che si occupa anche di coaching. Pratico atletica da diversi anni e vorrei sapere da lei se la terapia breve strategica può essere utile a migliorare le mie performance e raggiungere i miei obiettivi.

    1. Buongiorno Tania,
      si, mi occupo di Coaching Sportivo e miglioramento della Performance.
      La Terapia Breve Strategica è una terapia che uso per problemi clinici non per blocchi o miglioramenti della performance.
      Essendo anche atleta della Nazionale di Apnea, posso dirle sia da un punto di vista di atleta che professionale, che, a meno che non emerga un problema clinico, in questo ambito non si lavora con la psicoterapia. Per raggiungere obiettivi come il suo, io lavoro in modo efficace con il Coaching e il Problem Solving Strategico.
      Nel caso avesse bisogno di altre informazioni mi può contattare senza impegno.
      Buona giornata.
      TDG

  6. Buonasera dottoressa, vorrei avere un parere su un dubbio che ho da un po’ di tempo.
    Sono anni che ho una fobia per determinati tipi di sguardi. Mi spiego meglio: ci sono delle persone che hanno degli occhi che ti fissano e sembra quasi che escono dalle orbite. Non ce la faccio proprio a guardarli e mi da così fastidio che addirittura evito dopo la prima volta di vederli. Anzi, questa ansia, o fastidio, la sento anche se la persona in questione è in televisione.
    Il problema c’è sempre stato, però, è peggiorato quando nell’ultimo periodo hanno ingaggiato una ragazza nell’azienda per cui lavoro e spesso mi devo confrontare con lei.
    Forse le sembrerà assurdo, ma faccio di tutto per non vederla, anche se parlo da vicino con lei!
    Non posso di sicuro andare avanti in questo modo, perché penso che un atteggiamento del genere non mi faccia stare bene ne con me e ne con gli altri.
    Secondo lei sono un caso grave, potrei risolvere questa fobia?

    1. Buongiorno Gabriele,
      Non è strano quello che dice. Perché questo problema non è così insolito come può pensare, anzi ho trattato più volte problemi come questi con ottimi risultati in tempi abbastanza rapidi. Immagino che, avendo sul luogo del lavoro una persona con questo sguardo, questo problema possa crearle un disagio quotidiano. Ed ha ragione, le fobie se non vengono affrontate finiscono per peggiorare. Vorrei darle delle indicazioni, ma non è opportuno farlo in questa sede perché, per quanto sia una situazione frequente, nello stesso tempo è molto delicata e va affrontata in modo preciso e tecnico. Pertanto se lei ritiene e si sente pronto di voler uscire da questa situazione mi può contattare. Sarò lieta di poterla aiutare ad affrontare e a superare del tutto questa fobia.
      TDG

  7. Buonasera dottoressa de giulio.
    Viaggiando su Internet sono capitata sul suo sito. Lo trovo molto srmplice e chiaro.
    Mentre leggevo tra le pagine ho visto che c’era questa per fare le domande, e vorrei cogliere l’occasione e porre alla sua attenzione il mio caso.
    Ho 53 anni e sono sposata da 24.
    Ho un figlio all’università e una figlia che lavora dopo aver preso il diploma.
    La mia è una famiglia in cui lavoro sia io che mio marito.
    Arrivo alla domanda.
    Sono circa 5 mesi che non abbiamo un rapporto. Fino a tre mesi fa la nostra vita sessuale procedeva normalmente. Ma ora sembra che si sia bloccata.
    All’inizio quando ho cercato di parlargli per capire cosa c’era che non andasse mi ha liquidato con un lasciami stare, non mi va o cose per la testa.
    Poi i tempi si sono allungati e siamo arrivati al quinto mese.
    Ho provato più volte a riuscire a parlare, ma niente. Ppi ho pensato che ci fosse un’altra donna.
    L’ho anche pedinato per scoprire se nascondeva qualcosa.
    Ma non ho trovato niente. A quanto pare nella sua vita tutto è rimasto com’era, tranne questo allontanamento da me.
    Secondo lei cosa sta succedendo al nostro rapporto, potrebbe consigliarmi come devo comportarmi con lui?. Oppure se è necessario un incontro? Ho letto che è una psicologa molto preparata. E che ha il suo ufficio a Bari.
    Mi può aiutare?

    1. Buongiorno Fabiana,
      in questa sede non le saprei dire cosa può essere accaduto. le possibilità potrebbero essere infinite. Potrebbe essere banalmente un “periodo no” o forse più probabile una situazioni che si sta incastrando involontariamente sempre di più. Quello in cui potrei aiutarla è comprendere questo e individuare quali sono le cose che possono creare ancora più distacco e inficiare la vita sessuale di coppia, e creare quindi un cambiamento in positivo.
      nel caso avesse bisogno non esiti a contattarmi sul numero che trova sul sito.
      un caro saluto,
      TDG

  8. Salve Dott.ssa De Giulio, ho 19 anni e credo di aver da sempre problemi relazionali. Che sia con il gruppo di amici o con i miei parenti. Da un mese a questa parte non parlo più con mia sorella a causa di un piccolo litigio e, uscendo con lo stesso gruppo, ho perso anche la mia comitiva. Non son riuscita neanche a tenere i rapporti con i miei compagni di classe e in casa non c’è molto dialogo quindi anche con i miei la situazione non è tranquilla, in realtà neanche difficile. Forse indifferente. So che può sembrare un problema adolescenziale, ma vissuto a tempo debito è difficile da affrontare e a volte ne risento anche fisicamente vista la mia emotività. Ho bisogno di un consiglio su magari un approccio da avere nei riguardi degli altri perché probabilmente sono io che non son in grado di relazionarmi. Spesso vengo considerata la finta “vittima” della situazione solo perché quando vedo che qualcosa non va, non mi tengo le cose dentro. Vorrei magari riuscire a capire se è il mio atteggiamento sbagliato, oppure le persone che mi circondano. Uno degli ultimi episodi è stato questo: durante l’organizzazione di una serata, mia sorella mi ha informato di essersi organizzata con il gruppo di amici e senza di me, di andare in un locale. Da lì, sentendomi esclusa ho affermato di non voler più fare parte di loro data la non sincera voglia di star con me. Non se lo sono fatti ripetere due volte a da quel giorno in poi davanti ai miei occhi si organizzano senza di me, non ricambiano i saluti, né gli auguri delle festività, rimuovendomi, come dei bambini, dai social. Tutto ciò mi fa sentire così sola. Posso immaginare sia difficile trarre delle conclusioni da questo piccolo episodio, ma ci tenevo a scriverle per provare a capirci qualcosa. La ringrazio in anticipo.

    1. Cara Alessia,
      hai fatto bene a scrivermi dei dettagli perché mi hai permesso di capire un pezzettino in più di quello che vivi.
      Certo, quello che ti è successo, l’essere ignorata e cancella dai social è una cosa che non farebbe piacere a nessuno. Fa soffrire e anche arrabbiare. Portandoci ad arroccarci e rimanere sulla nostra posizione, facendoci irrigidire senza accorgerci.
      A prescindere dall’età, le relazioni sono un aspetto importante che completano la nostra vita. Ma questo non significa che sia sempre facile mantenerle. Soprattutto se siamo persone sensibili e ci aspettiamo che anche gli altri lo siano come noi.
      Ma questa, credo che sia una aspettativa forse troppo alta che riponi negli altri, che ti ha portato e, se continui a mantenere, ti porterà a vivere delle delusioni in ogni relazione che vivrai. Quindi ad arrabbiati, puntualizzare e poi a perderle ancora.
      Bada bene, questo è solo un piccolo spunto su cui puoi iniziare a riflettere. Considerando che ci possono essere tante altre cose che si possono sapere e fare per poter imparare a stare bene con gli altri, senza snaturarci e senza pretendere che gli altri debbano cambiare.
      Quando sarai pronta, prova a riprendere tu i contatti ma con una diversa prospettiva senza aspettative. Io ti consiglierei di iniziare con tua sorella. Parti da lei e con lei. Sono certa che al di là di questo litigio l’amore che vi lega vada oltre ogni incomprensione.
      Se avrai bisogno non esitare a contattarmi.
      Un abbraccio
      TDG

  9. Buonasera dottoressa, sono un ragazzo della provincia di Bari e vorrei chiederle un consiglio su una cosa strana che mi succede da un mese circa a questa parte.
    Specifico che fino ad oggi non mi era mai capitata una cosa come questa.
    Sono un ragazzo penso nella norma, ho 30 anni e faccio un lavoro che mi piace e mi diverte.
    Non ho mai avuto problemi di insonnia, ma da qualche settimana la cosa sta diventando un problema.
    Le spiego, di solito quando andavo a letto fino a qualche tempo fa dormivo come un sasso. E al mattino mi svegliavo calmo e riposato.
    Adesso invece mi sveglio con difficoltà e sono nervoso tutto il giorno. In più mi capita di non riuscire a dormire al buio. Infatti devo accendere la luce in camera, anche piccola altrimenti non riesco proprio a chiudere gli occhi.
    Premetto che prima di ciò odiavo la luce di notte, e preferivo dormire al buio più completo.
    Mi devo preoccupare? Secondo lei ho un problema psicologico? Leggendo il suo sito ho pensato che mi potrebbe aiutare almeno a capire il problema. E magari a darmi qualche consiglio dal suo punto di vista.

    1. Buongiorno Edoardo,
      avrei bisogno di indagare meglio e fare delle domande più specifiche per darle una risposta precisa alla sua situazione.
      In maniera molto generica posso dirle:
      A volte può succedere che questi problemi di insonnia siano legati a dei momenti di cambiamento o situazioni particolari che stiamo vivendo, pensieri, preoccupazioni, emozioni, a cui non diamo importanza ma che senza accorgerci “ci trasciniamo a letto”. A volte sono meccanismi mentali che, in Terapia Breve Strategica chiamiamo paradossali, e che si possono sbloccare con delle altre tecniche specifiche.
      Problema psicologico non significa “malattia, pazzia, ecc”. La nostra mente è così incredibilmente attiva che può crearsi intoppi da sola! Ma spesso basta un piccolo aiuto e delle dritte per ritornare in careggiata più forti di prima!
      Nel caso avesse bisogno può contattarmi al numero che trova sul sito.
      In bocca al lupo,
      TDG

  10. Buongiorno dottoressa, vorrei chiederle un parere su una cosa che mi sta succedendo da un po di tempo a questa parte.
    Tengo a precisare che non sono spendacciona, e anche quando faccio la spesa tendo a vedere i prezzi e fare un confronto con gli altri prima di comprare.
    Da gennaio,invece, ho cambiato modo di vedere le cose. Non so se è successo nella mia mente qualcosa, ma sembra che ho le mani bucate. Tendo a spendere per comprare tante cose anche inutili, e il guaio è che me ne rendo conto solo quando rientro a casa.
    Passeggio tra i negozi, e ad esempio vedo una gonna o delle scarpe che mi piacciono, le voglio comprare immediatamente.
    Al contrario di quello che succedeva prima quando ero attenta all’euro, ora mi succede il contrario.
    Compro tanta roba senza rendermi conto che spendo tantissimo, e soprattutto che non mi serve.
    Una volta a casa mi rendo davvero conto di quello che ho fatto, ma solo a casa.
    Ho paura di avere come un disturbo compulsivo, o una malattia del comprare senza motivo, e temo di non riuscire a guarire…
    Lei cosa ne pensa? Mi devo preoccupare?

    1. Buongiorno Carmela,
      solitamente il comprare in modo irrefrenabile cose inutili o che già si possiedono, senza rendersi conto, come se si venisse presi da un raptus, avvicinandosi o a volte superando il limite di budget che si possiede, fa parte dei Disturbi Ossessivo Compulsivo (DOC), più specificatamente “shopping compulsivo“.
      Quindi fa parte del problema il non rendersi conto degli acquisti che fa (se non una volta arrivata a casa) e che non riesca a prendere il controllo della situazione. Solitamente se non si conoscono le strategie adatte è difficile combattere il DOC da soli. Anzi a volte peggiora se non si lavora con i giusti strumenti.
      Sicuramente il fatto che se ne è resa conto è un fatto molto positivo, ancora di più perché lo sta facendo tempestivamente!
      Il nominare Disturbo Ossessivo Compulsivo non deve spaventarla nei termini di “non guarirò mai” perché al contrario, è un disturbo dal quale si può uscirne e anche abbastanza velocemente, ma ripeto con gli strumenti giusti.
      Ho trattato più volte il DOC, e lo shopping compulsivo in particolare, ottenendo degli ottimi risultati in meno di 10 sedute. La Terapia Breve Strategica ha dimostrato nel tempo di avere la best practice in tale ambito. Se nota che il problema persiste non attenda a rivolgersi a qualcuno.
      Nel caso avesse bisogno sono a sua disposizione.
      TDG

  11. Buongiorno dottoressa de Giulio.
    Ho 24 anni e ho bisogno di parlare con uno psicologoo che mi spieghi cosa mi succede.
    Frequento l’università di Bari, e sono quasi alla fine degli studi.
    3 anni fa ho conosciuto un ragazzo splendido del quale mi sono innamorata, ed ancora oggi sono insieme a lui.
    Abbiamo sempre vissuto la vita universitaria in sintonia, e abbiamo anche superato gli esami in modo impeccabile, aiutandoci tra noi.
    Un po’ di tempo fa, in facoltà, ho conosciuto un ragazzo che non avevo mai visto. Devo dire anche belloccio.
    Fino a quando non lo avevo visto non pensavo potessero piacermi altri ragazzi perché amavo e amo ancora il mio.
    In università se ne vedono tanti, però con lui le cose erano diverse, molto.
    Ho cercato di non conoscerlo, ma poi inevitabilmente è successo.
    Devo ammettere che all’inizio della conoscenza ho cercato anche di evitare il suo sguardo. Non capivo cosa mi stava succedendo.
    Poi ci siamo presentati durante una lezione, me lo sono ritrovata accanto e abbiamo parlato un po’.
    Ho sentito da quel momento un’attrazione irrefrenabile verso di lui. Ripeto non so cosa mi sia capitato, ma mi piaceva, e anche tanto.
    Dopo quell’episodio, ci siamo visti anche altre volte, fino a quando ci siamo incontrati una sera a un party universitario. Ero con le mie amiche ed il mio ragazzo non c’era.
    Ho notato mentre parlavo con lui che mi sentivo diversa, come se avessi avuto 15 anni. Una sensazione stranissima.
    Dopo quella sera, abbiamo chiacchierato un ancora un po’, e poi sono tornata a casa con le altre ragazze.
    Tra di noi non c’è stato niente, ma io ancora oggi non me lo tolgo dalla testa.
    Amo il mio ragazzo, ma quando sto con l’altro è tutto diverso, mi sento diversa.
    Ho cercato di non incontrarlo, di non vederlo, ma è stato ancora peggio.
    Al mio compagno non ho detto niente. Ma mi sento in colpa, anche per cose che non ho fatto.
    Lo amo ancora il mio ragazzo, ma vorrei tanto capire cosa mi sta succedendo.
    Sono a chiederle dunque se secondo lei da psicologa è normale una situazione del genere.
    Sono fuori di testa, ho un disturbo della personalità o una cosa del genere?
    Questa situazione è diventata così pesante che solo se lo intravedo mi prende l’ansia, e ho paura di me stessa.
    potrebbe spiegarmi cosa mi succede?
    Secondolei la terapia strategica potrebbe aiutarmi?
    La ringrazio anticipatamente.

    1. Buongiorno Flavia,
      Ho letto il suo messaggio. Da quello che mi scrive non sembra proprio che lei abbia un problema di personalità. Ma, piuttosto, una sorta di “cortocircuito” tra mente e cuore. Pascal, a tal proposito, diceva “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. 
E’ una situazione molto frequente che può capitare in ogni momento della nostra età. Quello che noto, però, è che per uscire da questa situazione sta mettendo in atto delle tentate soluzioni che più che aiutarla la stanno mantenendo nel dubbio creandole ancora più ansia e agitazione, un aumento delle emozioni che generano ancora più ansia e dubbi. Un circolo vizioso dal quale però se ne può uscire, e anche in modo rapido.
      Se ha bisogno certamente la posso aiutare attraverso la Terapia Breve Strategica.
      In tal caso mi può contattare al numero che trova su questo sito.
      Intanto la saluto cordialmente,
      TDG

  12. Buonasera dottoressa, navigando in internet ho trovato il suo sito e mi sono soffermata su questa pagina.
    Ho letto che potevo fare alcune domande in maniera anonima e volevo chiedere un parere per la mia situazione.
    Sono una donna di 52 anni, zona Bari.
    Da più di 20 anni sono sposata e ho vissuto il mio matrimonio sempre in modo normale.
    Per normale intendo che io e mio marito, tranne qualche litigata, non abbiamo mai avuto grossi problemi e le cose tra di noi sono andate sempre abbastanza bene.
    Ora non più, forse è un mio dubbio o non è una cosa importante. Ma volevo che lei mi desse il suo parere su quello che sto vivendo negli ultimi 5 mesi.
    Da qualche mese, infatti, lo vedo infastidito da me, a volte lo sembra pensieroso, e spesso succede che non è di buon umore se dobbiamo fare qualcosa insieme, o andare da qualche parte la domenica, o nei giorni di festa.
    A casa ha bisogno di stare nel suo studio, e molte volte dopo il lavoro passa ore là dentro. E non vuole essere interrotto.
    Quando qualche volta ho cercato di chiedere cosa c’era che non andava, è stato molto secco: “non è niente” mi diceva. Tanto che alla fine mi sono anche stancata di fargli le domande.
    Ma a parte questo, a volte lo vedo preoccupato come immerso nei suoi pensieri, si estranea da tutto il resto.
    Con i figli, anche se sono grandi, idem. Parla il minimo indispensabile.
    Le cose non vanno bene anche in quel senso, non sembra che gli piaccio più come una volta. Non mi tocca, non mi accarezza, come era sua abitudine prima di andare a lavoro.
    Il mio dramma è che lui continua a dire che va tutto bene, è tutto ok.
    Ma è triste e questo si nota benissimo.
    La mia domanda è: questa crisi psicologica che sta passando da cosa può dipendere secondo lei? A volte penso a tante cose, il gioco, un malaffare, o un’altra donna.
    Sto male a vederlo così e stiamo male tutti. Ecco perchè un giorno gli ho proposto di provare a chiedere l’aiuto di uno psicologo. Ma lui si è arrabbiato tantissimo, e mi ha risposto che mi sono bevuta il cervello e che non c’entra nulla con il suo stato.
    Secondo lei io cosa dovrei fare, come mi dovrei comportare? Può darmi il suo parere?
    Esiste un modo secondo lei per capire senza litigare cosa gli passa per la mente?

    1. Buongiorno Giovanna,

      Immagino che, nonostante la sua precisa descrizione, la situazione dal vivo sia molto più articolata e fatta di tante sfumature che non può scrivermi in un messaggio ma che nota, vive intensamente e che la portano a preoccuparsi e a mantenere sempre più alta la sua attenzione su di lui.

      Certamente i cambiamenti che nota in suo marito si possono leggere in due maniere:
      in maniera più negativa, come sta pensando, ovvero come l’espressione celata di qualche problema da risolvere, oppure, più semplicemente, come l’espressione di un “periodo no”.

      In questo momento di dubbio voler entrare nella mente di suo marito per “capire cosa gli stia passando per la testa” significa continuare a chiedere spiegazioni o rassicurazioni riguardo il suo comportamento diverso. Ma questo come sta riscontrando porterà a reazioni di maggior aggressività, distanza e indifferenza.

      Gli uomini, a volte, più si sentono osservati o giudicati più si chiudono dentro se stessi. Più si cerca di avvicinarli, più si allontanano. Questo crea nella donna sofferenza, preoccupazione e a volte senso di rifiuto che, come un circolo vizioso, reagirà prestando maggiori attenzioni ai “comportamenti inusuali” e a chiedere altre spiegazioni. E così, senza volerlo, si attivano delle dinamiche relazionali negative.
      Ora, in questa sede non posso darle spiegazioni più dettagliate su come fare per gestire i dubbi ed evitare che le preoccupazioni inficino la relazione (in caso può contattarmi privatamente).

      Ma, attenendomi a quello che mi ha scritto, le dico che a volte più si parla e ci si sofferma su certe cose e più si creano situazioni che non si vorrebbero realizzare. Alle volte, senza accorgerci, finiamo per far sentire sotto giudizio l’altro, quando invece avremmo bisogno di esprimere i nostri sentimenti e le nostre paure.
      Pertanto a volte è meglio osservare senza intervenire. Altre volte è necessario sostituire frasi come “che hai?ti vedo strano e distante” con “scusami, mi sento sola”.
      Oltre a tutto ciò, ci sono casi in cui non è necessario ricorrere a grandi strategie. Quello che può fare ancora è provare a dare fiducia a quello che di unico e bello avete costruito in più di 20 anni.
      Un caro saluto
      TDG

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