chiedi alla psicologa
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  • / Aprile 22, 2019
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Chiedi alla psicologa

In questa pagina puoi fare domande che desideri per sciogliere i tuoi dubbi e le tue perplessità. Magari anche per avere un parere da una professionista qualificata.

In merito ad un disturbo mentale, o disagio, più o meno grave.

O ad un momento no, che stai attraversando, e capire cosa ne penso!

Se non sai che cosa fare ti senti persa o perso, e non capisci da solo che tipo di strada scegliere, chiedi alla psicologa!

Le tue domande saranno anonime e ti risponderò in breve tempo direttamente dal sito web.

Puoi utilizzare anche un nome di fantasia.

Basta inserire solo un nome e una email…

 

9 comments on “Chiedi alla psicologa

  1. Buonasera dottoressa, vorrei avere un parere su un dubbio che ho da un po’ di tempo.
    Sono anni che ho una fobia per determinati tipi di sguardi. Mi spiego meglio: ci sono delle persone che hanno degli occhi che ti fissano e sembra quasi che escono dalle orbite. Non ce la faccio proprio a guardarli e mi da così fastidio che addirittura evito dopo la prima volta di vederli. Anzi, questa ansia, o fastidio, la sento anche se la persona in questione è in televisione.
    Il problema c’è sempre stato, però, è peggiorato quando nell’ultimo periodo hanno ingaggiato una ragazza nell’azienda per cui lavoro e spesso mi devo confrontare con lei.
    Forse le sembrerà assurdo, ma faccio di tutto per non vederla, anche se parlo da vicino con lei!
    Non posso di sicuro andare avanti in questo modo, perché penso che un atteggiamento del genere non mi faccia stare bene ne con me e ne con gli altri.
    Secondo lei sono un caso grave, potrei risolvere questa fobia?

  2. Buonasera dottoressa de giulio.
    Viaggiando su Internet sono capitata sul suo sito. Lo trovo molto srmplice e chiaro.
    Mentre leggevo tra le pagine ho visto che c’era questa per fare le domande, e vorrei cogliere l’occasione e porre alla sua attenzione il mio caso.
    Ho 53 anni e sono sposata da 24.
    Ho un figlio all’università e una figlia che lavora dopo aver preso il diploma.
    La mia è una famiglia in cui lavoro sia io che mio marito.
    Arrivo alla domanda.
    Sono circa 5 mesi che non abbiamo un rapporto. Fino a tre mesi fa la nostra vita sessuale procedeva normalmente. Ma ora sembra che si sia bloccata.
    All’inizio quando ho cercato di parlargli per capire cosa c’era che non andasse mi ha liquidato con un lasciami stare, non mi va o cose per la testa.
    Poi i tempi si sono allungati e siamo arrivati al quinto mese.
    Ho provato più volte a riuscire a parlare, ma niente. Ppi ho pensato che ci fosse un’altra donna.
    L’ho anche pedinato per scoprire se nascondeva qualcosa.
    Ma non ho trovato niente. A quanto pare nella sua vita tutto è rimasto com’era, tranne questo allontanamento da me.
    Secondo lei cosa sta succedendo al nostro rapporto, potrebbe consigliarmi come devo comportarmi con lui?. Oppure se è necessario un incontro? Ho letto che è una psicologa molto preparata. E che ha il suo ufficio a Bari.
    Mi può aiutare?

  3. Salve Dott.ssa De Giulio, ho 19 anni e credo di aver da sempre problemi relazionali. Che sia con il gruppo di amici o con i miei parenti. Da un mese a questa parte non parlo più con mia sorella a causa di un piccolo litigio e, uscendo con lo stesso gruppo, ho perso anche la mia comitiva. Non son riuscita neanche a tenere i rapporti con i miei compagni di classe e in casa non c’è molto dialogo quindi anche con i miei la situazione non è tranquilla, in realtà neanche difficile. Forse indifferente. So che può sembrare un problema adolescenziale, ma vissuto a tempo debito è difficile da affrontare e a volte ne risento anche fisicamente vista la mia emotività. Ho bisogno di un consiglio su magari un approccio da avere nei riguardi degli altri perché probabilmente sono io che non son in grado di relazionarmi. Spesso vengo considerata la finta “vittima” della situazione solo perché quando vedo che qualcosa non va, non mi tengo le cose dentro. Vorrei magari riuscire a capire se è il mio atteggiamento sbagliato, oppure le persone che mi circondano. Uno degli ultimi episodi è stato questo: durante l’organizzazione di una serata, mia sorella mi ha informato di essersi organizzata con il gruppo di amici e senza di me, di andare in un locale. Da lì, sentendomi esclusa ho affermato di non voler più fare parte di loro data la non sincera voglia di star con me. Non se lo sono fatti ripetere due volte a da quel giorno in poi davanti ai miei occhi si organizzano senza di me, non ricambiano i saluti, né gli auguri delle festività, rimuovendomi, come dei bambini, dai social. Tutto ciò mi fa sentire così sola. Posso immaginare sia difficile trarre delle conclusioni da questo piccolo episodio, ma ci tenevo a scriverle per provare a capirci qualcosa. La ringrazio in anticipo.

  4. Buonasera dottoressa, sono un ragazzo della provincia di Bari e vorrei chiederle un consiglio su una cosa strana che mi succede da un mese circa a questa parte.
    Specifico che fino ad oggi non mi era mai capitata una cosa come questa.
    Sono un ragazzo penso nella norma, ho 30 anni e faccio un lavoro che mi piace e mi diverte.
    Non ho mai avuto problemi di insonnia, ma da qualche settimana la cosa sta diventando un problema.
    Le spiego, di solito quando andavo a letto fino a qualche tempo fa dormivo come un sasso. E al mattino mi svegliavo calmo e riposato.
    Adesso invece mi sveglio con difficoltà e sono nervoso tutto il giorno. In più mi capita di non riuscire a dormire al buio. Infatti devo accendere la luce in camera, anche piccola altrimenti non riesco proprio a chiudere gli occhi.
    Premetto che prima di ciò odiavo la luce di notte, e preferivo dormire al buio più completo.
    Mi devo preoccupare? Secondo lei ho un problema psicologico? Leggendo il suo sito ho pensato che mi potrebbe aiutare almeno a capire il problema. E magari a darmi qualche consiglio dal suo punto di vista.

  5. Buongiorno dottoressa, vorrei chiederle un parere su una cosa che mi sta succedendo da un po di tempo a questa parte.
    Tengo a precisare che non sono spendacciona, e anche quando faccio la spesa tendo a vedere i prezzi e fare un confronto con gli altri prima di comprare.
    Da gennaio,invece, ho cambiato modo di vedere le cose. Non so se è successo nella mia mente qualcosa, ma sembra che ho le mani bucate. Tendo a spendere per comprare tante cose anche inutili, e il guaio è che me ne rendo conto solo quando rientro a casa.
    Passeggio tra i negozi, e ad esempio vedo una gonna o delle scarpe che mi piacciono, le voglio comprare immediatamente.
    Al contrario di quello che succedeva prima quando ero attenta all’euro, ora mi succede il contrario.
    Compro tanta roba senza rendermi conto che spendo tantissimo, e soprattutto che non mi serve.
    Una volta a casa mi rendo davvero conto di quello che ho fatto, ma solo a casa.
    Ho paura di avere come un disturbo compulsivo, o una malattia del comprare senza motivo, e temo di non riuscire a guarire…
    Lei cosa ne pensa? Mi devo preoccupare?

  6. Buongiorno dottoressa de Giulio.
    Ho 24 anni e ho bisogno di parlare con uno psicologoo che mi spieghi cosa mi succede.
    Frequento l’università di Bari, e sono quasi alla fine degli studi.
    3 anni fa ho conosciuto un ragazzo splendido del quale mi sono innamorata, ed ancora oggi sono insieme a lui.
    Abbiamo sempre vissuto la vita universitaria in sintonia, e abbiamo anche superato gli esami in modo impeccabile, aiutandoci tra noi.
    Un po’ di tempo fa, in facoltà, ho conosciuto un ragazzo che non avevo mai visto. Devo dire anche belloccio.
    Fino a quando non lo avevo visto non pensavo potessero piacermi altri ragazzi perché amavo e amo ancora il mio.
    In università se ne vedono tanti, però con lui le cose erano diverse, molto.
    Ho cercato di non conoscerlo, ma poi inevitabilmente è successo.
    Devo ammettere che all’inizio della conoscenza ho cercato anche di evitare il suo sguardo. Non capivo cosa mi stava succedendo.
    Poi ci siamo presentati durante una lezione, me lo sono ritrovata accanto e abbiamo parlato un po’.
    Ho sentito da quel momento un’attrazione irrefrenabile verso di lui. Ripeto non so cosa mi sia capitato, ma mi piaceva, e anche tanto.
    Dopo quell’episodio, ci siamo visti anche altre volte, fino a quando ci siamo incontrati una sera a un party universitario. Ero con le mie amiche ed il mio ragazzo non c’era.
    Ho notato mentre parlavo con lui che mi sentivo diversa, come se avessi avuto 15 anni. Una sensazione stranissima.
    Dopo quella sera, abbiamo chiacchierato un ancora un po’, e poi sono tornata a casa con le altre ragazze.
    Tra di noi non c’è stato niente, ma io ancora oggi non me lo tolgo dalla testa.
    Amo il mio ragazzo, ma quando sto con l’altro è tutto diverso, mi sento diversa.
    Ho cercato di non incontrarlo, di non vederlo, ma è stato ancora peggio.
    Al mio compagno non ho detto niente. Ma mi sento in colpa, anche per cose che non ho fatto.
    Lo amo ancora il mio ragazzo, ma vorrei tanto capire cosa mi sta succedendo.
    Sono a chiederle dunque se secondo lei da psicologa è normale una situazione del genere.
    Sono fuori di testa, ho un disturbo della personalità o una cosa del genere?
    Questa situazione è diventata così pesante che solo se lo intravedo mi prende l’ansia, e ho paura di me stessa.
    potrebbe spiegarmi cosa mi succede?
    Secondolei la terapia strategica potrebbe aiutarmi?
    La ringrazio anticipatamente.

    1. Buongiorno Flavia,
      Ho letto il suo messaggio. Da quello che mi scrive non sembra proprio che lei abbia un problema di personalità. Ma, piuttosto, una sorta di “cortocircuito” tra mente e cuore. Pascal, a tal proposito, diceva “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. 
E’ una situazione molto frequente che può capitare in ogni momento della nostra età. Quello che noto, però, è che per uscire da questa situazione sta mettendo in atto delle tentate soluzioni che più che aiutarla la stanno mantenendo nel dubbio creandole ancora più ansia e agitazione, un aumento delle emozioni che generano ancora più ansia e dubbi. Un circolo vizioso dal quale però se ne può uscire, e anche in modo rapido.
      Se ha bisogno certamente la posso aiutare attraverso la Terapia Breve Strategica.
      In tal caso mi può contattare al numero che trova su questo sito.
      Intanto la saluto cordialmente,
      TDG

  7. Buonasera dottoressa, navigando in internet ho trovato il suo sito e mi sono soffermata su questa pagina.
    Ho letto che potevo fare alcune domande in maniera anonima e volevo chiedere un parere per la mia situazione.
    Sono una donna di 52 anni, zona Bari.
    Da più di 20 anni sono sposata e ho vissuto il mio matrimonio sempre in modo normale.
    Per normale intendo che io e mio marito, tranne qualche litigata, non abbiamo mai avuto grossi problemi e le cose tra di noi sono andate sempre abbastanza bene.
    Ora non più, forse è un mio dubbio o non è una cosa importante. Ma volevo che lei mi desse il suo parere su quello che sto vivendo negli ultimi 5 mesi.
    Da qualche mese, infatti, lo vedo infastidito da me, a volte lo sembra pensieroso, e spesso succede che non è di buon umore se dobbiamo fare qualcosa insieme, o andare da qualche parte la domenica, o nei giorni di festa.
    A casa ha bisogno di stare nel suo studio, e molte volte dopo il lavoro passa ore là dentro. E non vuole essere interrotto.
    Quando qualche volta ho cercato di chiedere cosa c’era che non andava, è stato molto secco: “non è niente” mi diceva. Tanto che alla fine mi sono anche stancata di fargli le domande.
    Ma a parte questo, a volte lo vedo preoccupato come immerso nei suoi pensieri, si estranea da tutto il resto.
    Con i figli, anche se sono grandi, idem. Parla il minimo indispensabile.
    Le cose non vanno bene anche in quel senso, non sembra che gli piaccio più come una volta. Non mi tocca, non mi accarezza, come era sua abitudine prima di andare a lavoro.
    Il mio dramma è che lui continua a dire che va tutto bene, è tutto ok.
    Ma è triste e questo si nota benissimo.
    La mia domanda è: questa crisi psicologica che sta passando da cosa può dipendere secondo lei? A volte penso a tante cose, il gioco, un malaffare, o un’altra donna.
    Sto male a vederlo così e stiamo male tutti. Ecco perchè un giorno gli ho proposto di provare a chiedere l’aiuto di uno psicologo. Ma lui si è arrabbiato tantissimo, e mi ha risposto che mi sono bevuta il cervello e che non c’entra nulla con il suo stato.
    Secondo lei io cosa dovrei fare, come mi dovrei comportare? Può darmi il suo parere?
    Esiste un modo secondo lei per capire senza litigare cosa gli passa per la mente?

    1. Buongiorno Giovanna,

      Immagino che, nonostante la sua precisa descrizione, la situazione dal vivo sia molto più articolata e fatta di tante sfumature che non può scrivermi in un messaggio ma che nota, vive intensamente e che la portano a preoccuparsi e a mantenere sempre più alta la sua attenzione su di lui.

      Certamente i cambiamenti che nota in suo marito si possono leggere in due maniere:
      in maniera più negativa, come sta pensando, ovvero come l’espressione celata di qualche problema da risolvere, oppure, più semplicemente, come l’espressione di un “periodo no”.

      In questo momento di dubbio voler entrare nella mente di suo marito per “capire cosa gli stia passando per la testa” significa continuare a chiedere spiegazioni o rassicurazioni riguardo il suo comportamento diverso. Ma questo come sta riscontrando porterà a reazioni di maggior aggressività, distanza e indifferenza.

      Gli uomini, a volte, più si sentono osservati o giudicati più si chiudono dentro se stessi. Più si cerca di avvicinarli, più si allontanano. Questo crea nella donna sofferenza, preoccupazione e a volte senso di rifiuto che, come un circolo vizioso, reagirà prestando maggiori attenzioni ai “comportamenti inusuali” e a chiedere altre spiegazioni. E così, senza volerlo, si attivano delle dinamiche relazionali negative.
      Ora, in questa sede non posso darle spiegazioni più dettagliate su come fare per gestire i dubbi ed evitare che le preoccupazioni inficino la relazione (in caso può contattarmi privatamente).

      Ma, attenendomi a quello che mi ha scritto, le dico che a volte più si parla e ci si sofferma su certe cose e più si creano situazioni che non si vorrebbero realizzare. Alle volte, senza accorgerci, finiamo per far sentire sotto giudizio l’altro, quando invece avremmo bisogno di esprimere i nostri sentimenti e le nostre paure.
      Pertanto a volte è meglio osservare senza intervenire. Altre volte è necessario sostituire frasi come “che hai?ti vedo strano e distante” con “scusami, mi sento sola”.
      Oltre a tutto ciò, ci sono casi in cui non è necessario ricorrere a grandi strategie. Quello che può fare ancora è provare a dare fiducia a quello che di unico e bello avete costruito in più di 20 anni.
      Un caro saluto
      TDG

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