“se continui a fare quello che fai, produrrai i risultati che hai sempre ottenuto”

 

La storia della Psicologia ci insegna e tramanda che i problemi che abbiamo nel qui ed ora hanno sempre un origine. Secondo questa visione lineare di causa-effetto, quindi, se si vuole uscire da un problema è necessario comprenderne l’origine, e, quindi, indagare nel passato. In questa maniera iniziamo a conoscere tutti i possibili perché e da dove proviene, iniziamo con sempre maggior dimestichezza a fare collegamenti con fatti, persone e luoghi. Eppure, nonostante la maggior consapevolezza del passato,  il problema è sempre presente nel presente. Nulla è cambiato.
Pertanto, siamo sicuri che tutte le difficoltà che una persona ha oggi siano dovute ai perchè da cercare incostantemente nel passato? Nelle relazioni dei nostri parenti passati?

La Terapia Breve Strategica ha dimostrato di no.

Quando ci troviamo di fronte a un problema, la prima cosa che facciamo è attuare una strategia, un azione, un pensiero, un qualcosa che ci aiuti a fronteggiare o ancor meglio a risolvere il problema nel presente. Se la strategia trovata funziona, la difficoltà si risolve in breve tempo e presto ci dimentichiamo del piccolo intoppo.
Talvolta però, può capitare che la strategia attuata ci aiuti ma non tanto da superare il problema. In un primo momento questo ci disorienta ma, di risposta, ci porta a riprovare ancora. Dal momento che la soluzione pensata ha funzionato un pochino, essa ci appare logicamente sempre la migliore.

Quello che non sappiamo, però, è che, in certi casi, più applichiamo queste Tentate Soluzioni, più la difficoltà iniziale non solo non si risolverà, ma addirittura si complicherà, trasformando la situazione di disagio in un vero e proprio problema strutturato. Le ricerche effettuate dal Centro di Terapia strategica hanno evidenziato che esistono delle “tentate soluzioni” ridondanti che, con le migliori intenzioni, il soggetto (e le persone a lui vicine) mette in atto per fronteggiare il problema nel presente. Ma proprio queste finiscono per intrappolarlo e ad alimentare il problema in una dinamica di circolarità e retroazione disfunzionale.

Dalle ricerche effettuate sul campo, inoltre, si è verificato che l'interruzione della messa in atto di tali tentate soluzioni disfunzionali, sostituendole con altre tentate soluzioni funzionali, rompe il meccanismo patologico creando un primo cambiamento e quindi un miglioramento solido e concreto nella vita della persona e di quelle che la circondano, per poter costruire altro.

Come ci insegna il grande Paul Watzlawick, “nella visione monadica ci domandiamo il motivo, l’origine, la causa, quindi il ‘perché’, nella visione pragmatica ci chiediamo "cosa che accade nel qui e ora”. “Finché la scienza si è interessata allo studio dei rapporti lineari, unidirezionali e progressivi di causa-effetto, molti fenomeni di estrema importanza sono stati esclusi dall’immenso territorio che la scienza ha conquistato negli ultimi quattro secoli”.
E quindi, quali sono le tue Tentate Soluzioni funzionali? Quali quelle disfunzionali?

 

 

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